PATOLOGIE E RIMEDI

ACNE

La patologia della pelle, tra le più diffuse nella popolazione giovanile, ora si avvale di una nuova ed efficace terapia. Il sistema di trattamento con luce pulsata, dopo aver convinto con i suoi importanti risultati e sostituendosi alla tecnica laser nel settore della fotodepilazione, ora trova nuovi campi di applicazione per patologie e trattamenti dermatologici.

Acne, couperose, fotoringiovanimento sono le nuove fronterie dell’applicazione dell’ IPL (luce pulsata ad alta intensità). L’acne, stato flogistico dei follicoli cutanei, si sviluppa grazie alla frequente coesistenza di particolari condizioni endocrinologiche , metaboluche e costituzionali. Recenti ricerche hanno inoltre evidenziato anche l’importante ruolo dello stress nell’eziologia di tale affezione. Di fatto, è assodato che l’eccessiva produzione di sebo e la particolare reattività cutanea del soggetto alla presenza dei batteri presenti nei follicoli, determinano i ben noti processi flogistici. All’irritazione del follicolo si associano col tempo esiti cicatriziali con lesioni profonde e perduranti della cute. Le terapie alimentari, farmacologiche (antibiotici topici o per bocca) o le pratiche di dermoabrasione (chimica, o meccanica con laser e microdermoabrasori) sono le armi a disposizione dei soggetti e dei sanitari per le fasi acute o gli esiti cicatriziali. Negli ultimi anni, l’utilizzo della IPL trova sempre più un crescente utilizzo nella patologia acneica per la notevole semplicità della tecnica e la velocità del trattamento. Gli esiti terapeutici sono molto favorevoli con la totale assenza di effetti collaterali.

VERRUCA

La verruca è una formazione cutanea indotta dal virus del papilloma umano (HPV che sta per Human Papilloma Virus) della famiglia Papovaviridae. Si tratta di formazioni benigne costituite da un nucleo di tessuto interno alimentato da vasi sanguigni e rivestito da vari strati di tessuto epiteliale. Il virus penetra nell’epidermide e la infetta, determinandone un’eccessiva velocità di replicazione. Il contagio avviene per contatto superficiale (il virus quindi rimane confinato nella pelle e non è presente nel sangue) solitamente in luoghi molto frequentati come docce, palestre e piscine, dove il clima caldo e umido favorisce la sopravvivenza del virus in forma attiva. Mancando queste condizioni ambientali il virus non sopravvive a lungo al di fuori degli strati cutanei. La verruca può svilupparsi in qualunque zona del corpo ma spesso interessa solamente alcune aree specifiche (come ad esempio le mani, i piedi, i gomiti e le ginocchia) che essendo soggette a frequente traumatismo meccanico e contatto con l’ambiente esterno, è verosimile che presentino delle microlesioni in cui il virus può annidarsi. L’aspetto della verruca varia a seconda della sede corporea colpita e del ceppo virale ( esistono numerosi ceppi virali ) che l’ha provocata; distinguiamo perciò verruche comuni (o volgari), plantari, piane, filiformi etc.
Le verruche comuni hanno lo stesso colore della pelle. In genere si riconoscono dalla tipica superficie ruvida spesso crespata e di aspetto antiestetico.
Le verruche plantari compaiono solo sulla pianta del piede e normalmente interrompono il tracciato di linee e rilievi presenti sulla cute che costituiscono l’impronta del piede. Per questo motivo e per il fatto che possono presentare all’interno dei puntini scuri, non è possibile confonderli con callosità plantari. Tali puntini non sono altro che microtrombi formatisi a seguito dello stiramento delle papille. Le verruche di questo genere tendono ad essere più morbide, piatte, ricoperte da callosità e dolorose a causa della pressione esercitata durante la deambulazione.  Il fenomeno dell’HPV non è mai stato soggetto di studi metodici approfonditi: per questa ragione fino a tempi recenti non era ancora conosciuta una terapia che ne garantisse totalmente la guarigione. Le più autorevoli riviste mediche dichiarano che nessun trattamento ha una probabilità di successo superiore al 73%.  Un ruolo cardine è giocato anche dall’effetto placebo che stimola il sistema immunitario.
Recentemente è stata scoperta una molecola che permette il trattamento del virus HPV, anche nella sua forma cutanea esterna. Il farmaco prodotto si chiama Cidofovir, ed è un potente antivirale a largo spettro, maggiormente efficace perfino dell’Aciclovir (che è inefficace sul virus HPV).
Il Cidofovir viene utilizzato principalmente in soggetti con problemi al sistema immunitario (come persone affette da HIV) nella formulazione liquida per via endovenosa, ma sono in produzione anche formulazioni per uso topico esterno (pomate) che non sono purtroppo ancora diffuse in Italia
I trattamenti attualmente utilizzati sono i seguenti:

  •     Asportazione chirurgica: consiste nell’asportazione totale della zona cutanea affetta. La ferita causata dal bisturi si risana ma resta più o meno evidente una cicatrice. Data la verosimile recidività della verruca questo metodo è sempre meno utilizzato.
  •    Crioterapia: consiste nel congelamento dell’area affetta tramite azoto liquido, applicato localmente mediante batuffolo di ovatta oppure nebulizzato con una bomboletta spray. In questo modo le cellule ustionate del derma formano una bolla e si staccano dal tessuto sottostante permettendo all’epidermide di rigenerarsi; la ferita va trattata come un’ustione e protetta dalle infezioni.
  •    Preparati cheratolitici: viene applicato un liquido a base di acido salicilico, acido lattico, collodio elastico o combinazione dei tre. Questo tipo di farmaco accelera il ciclo di maturazione della verruca facendola salire in superficie e permettendone il distaccamento spontaneo.
  •   Iniezioni intralesionali: consistono nell’iniezione di interferone all’interno della verruca stessa. Questo processo porta alla morte del virus interrompendone il ciclo.
  •    Laser: consiste nella bruciatura della verruca tramite laser.
  •   Applicazione vitamina E: la vitamina E, in preparati oleosi utilizzati anche come crema anti irritazione cutanea, applicata localmente porta alla morte della verruca, probabilmente migliorando la capacità di cicatrizzazione.
  •   Lattice di fico: consiste nell’applicazione del lattice di fico che sgorga da foglia, frutto o rametto appena tagliato sulla verruca. Taluni consigliano, una volta asciugato, di coprire con un cerotto, data la forte azione fotosensibilizzante.

È vero che le verruche si moltiplicano nelle zone limitrofe colpite (ma anche a distanza) per autoinoculazione, ma è da considerarsi falsa la credenza popolare che per evitare che la verruca “ricresca” sia necessaria asportare una fantomatica “radice”. Difatti la verruca non penetra in profondità, ma si limita all’epidermide e al derma.

IL MOLLUSCO CONTAGGIOSO

Poco conosciuto, sebbene diffuso nella popolazione, e’ il “mollusco contagioso”, di origine virale ( pox viridae) che può colpire sia gli adulti che i bambini. Non si tratta di una malattia pericolosa, ma deve essere curata rapidamente  perché  si trasmette facilmente da persona a persona.
Provoca sulla pelle la formazione di piccole rilevature lisce, cupoliformi, di colore roseo, con una tipica piccola depressione al centro. I molluschi possono essere molto piccoli, dal diametro di 0,5-1 millimetro, ma anche più grossi fin quasi ad assomigliare ad un piccolo pisello. Queste formazioni non sono dolenti ne’ pruriginose e per questo motivo vengono spesso sottovalutate e non curate. Ne può essere presente una sola o alcune decine.
Il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona; nei bambini quindi sono in genere più colpite le zone esposte del corpo: le mani (mai sul palmo) braccia, gambe e viso, invece nell’adulto il mollusco contagioso può essere trasmesso anche attraverso contatti sessuali e le lesioni sono più frequenti in sede addominale e perineale.
Il virus responsabile di questa malattia, che appartiene alla famiglia dei Pox virus, non può essere coltivato in provetta in laboratorio e non esiste nessuna terapia medica specifica in grado di combatterlo.
Terapia: Semplicemente devono essere distrutte le singole lesioni.
I metodi che vengono prediletti dallo specialista dermatologo sono in genere l’asportazione per mezzo di cucchiaino tagliente.

LE RUGHE

Il segno più significativo e visibile del passaggio dalla gioventù alla senescenza e’ rappresentato dalla comparsa delle rughe sul volto. Se si considera l’associazione del concetto di bello con una cute di aspetto giovanile, l’importanza dell’esteriorità nella odierna società dell’immagine, nonché la tendenza all’emarginazione dell’anziano dalla società attiva, si comprende quanto possa essere importante, per l’individuo, “esorcizzare” l’invecchiamento cercando, innanzitutto, di risolvere o attenuare “il problema rughe”. Possiamo definire una ruga come un solco lineare permanente della pelle, di profondità variabile.

Le rughe si formano in alcune regioni del corpo, soprattutto dove la cute è continuamente sollecitata dall’azione di muscoli sottostanti. La zona per eccellenza è il viso, in cui sono presenti oltre che rughe dovute all’invecchiamento anche rughe di espressione. Sicuramente nella valutazione dell’età apparente di una persona il nostro cervello elabora anche la rugosità della pelle, ma ciò può avvenire solo da vicino, quando arriva la precisa informazione visiva. Basta questa riflessione per capire che altri sono i dettagli che la mente elabora e associa al concetto di età. Se osserviamo una persona anziana da venti-trenta metri, probabilmente daremo a essa un’età avanzata anche se non ne scorgiamo completamente i lineamenti del volto. Questo ci dice che il fattore più importante correlato con la sensazione oggettiva di vecchiaia è il portamento e il movimento della persona.

Si possono distinguere in 2 categorie:

  • Rughe e solchi di mimica facciale (“rughe di espressione”). Sono dovute all’impoverimento delle strutture portanti del derma: collagene, elastina e acido ialuronico. Non solo l’invecchiamento è responsabile di questi inestetismi, ma anche, in soggetti ancora relativamente giovani, la mimica facciale, ovvero sollecitazioni indotte dalla muscolatura mimica sottostante.
  • Rughe e solchi dovute all’invecchiamento accompagnato da cedimento del profilo. Sono dovute alla diminuzione dell’elasticità e della tonicità cutanea. Si verificano soprattutto nelle arcate sopracciliari, nella zona degli zigomi, della bocca, nel profilo della mandibola (“ali di gabbiano”) e nelle labbra.

RUCHE (Segue)

L’invecchiamento cutaneo, all’origine del fenomeno delle rughe, dipende da vari fattori: oltre a quelli genetici, sulla comparsa delle rughe, influiscono anche agenti esterni come l’esposizione a raggi solari e ultravioletti senza un’adeguata protezione, lo stress e le preoccupazioni, lo smog, l’alimentazione scorretta e lo stile di vita disordinato. Le rughe si possono formare anche nel caso di dimagramenti troppo rapidi.

Per prevenire la formazione di rughe precoci, è importante curare attentamente l’alimentazione, mangiando molta frutta e verdura e bevendo almeno 1,5 lt di acqua al giorno, dormire a sufficienza per favorire il ricambio cellulare, evitare il fumo e limitare l’esposizione al sole o alle lampade, tenere la pelle pulita per farla respirare e utilizzare buoni prodotti cosmetici per nutrirla a fondo.
Le creme anti rughe apportano alla pelle le sostanze nutritive necessarie per mantenerla giovane ed elastica e sono un ottimo aiuto nella prevenzione e nell’attenuazione delle rughe.

Dunque, le rughe sono delle pieghe o dei solchi, tendenzialmente assai poco graditi, che si formano sulla superficie di pelli rese aride e poco elastiche dall’inesorabile trascorrere del tempo. La prima tipologia di rughe ad entrare in scena, spesso già in giovane età, è quella delle cosiddette “rughe di espressione”. Poco gradite al gentil sesso, ma spesso apprezzate sul volto maschile, sono dovute alla ripetuta contrazione dei muscoli superficiali, utilizzati – spesso inconsapevolmente – per manifestare le proprie emozioni. Sedi classiche di comparsa sono le zone frontali e perioculari (zampe di gallina).

Talvolta tali rughe possono attenuarsi o addirittura regredire spontaneamente al cessare dello stato di reattività psichica che le ha prodotte; più in generale, tendono comunque ad accentuarsi a poco a poco con il passare del tempo, favorite da ogni nuova ed inevitabile contrazione dei muscoli mimici.

Non a caso, una volta si consigliava alle donne che volevano prolungare la propria giovinezza di evitare manifestazioni eccessive di felicità o preoccupazioni.

  • Le Rughe attiniche

Sono dovute al danno cumulativo esercitato dalla radiazione solare sulle fibre elastiche (elastosi solare) e collagene. Sono presenti nelle regioni fotoesposte. Nell’adulto sono poco evidenti, compaiono precocemente nei soggetti con fototipo 1 e 2 espostisi ripetutamente e per periodi prolungati alle radiazioni UV naturali o artificiali. Corrispondono a una più o meno marcata accentuazione della tramatura cutanea che determina un quadro di sottili rughe diffuse, con cute con aspetto “corrugato”, “a pergamena”, o, in stadio avanzato, ” a tessuto sgualcito” a causa dell’estrema perdita di elasticità della pelle.

  • Le Pieghe Da Sonno

Sono unilaterali poiché determinate dalla postura notturna prevalente. Generalmente intersecano altre rughe e sono localizzate a livello frontale o fronto-temporale nell’uomo, e a livello delle guance nella donna. Inizialmente sono reversibili, scompaiono variando la postura; successivamente, tendono a divenire progressivamente permanenti.

PSORIASI & PELLE

L’acne vulgaris rappresenta una patologia cutanea sfaccettata, che interessa più dell’85% dei giovani in tutto il mondo. La terapia farmacologica non è sempre desiderabile, per via del rischio dello sviluppo di antibiotico-resistenze o del potenziale per vari effetti collaterali. Le terapie non farmacologiche possono costituire alternative praticabili rispetto a quelle convenzionali, ma non sono disponibili evidenze di supporto sufficienti per la loro efficacia e sicurezza. E’ stata dunque condotta una revisione della letteratura per valutare efficacia e sicurezza di diverse terapie non farmacologiche nel trattamento dell’acne.

Sono stati presi in considerazione 33 studi, in base ai quali sono stati identificati 3 principali tipi di terapia non farmacologica: laser e trattamenti basati sulla luce, peel terminci e microagopuntura a radiofrequenza frazionale. La maggior parte degli studi considerati ha dimostrato una significativa riduzione nelle lesioni dell’acne, ma soltanto 7 di essi presentavano un’elevata qualità metodologica, ed in base a questi ultimi è stata condotta una sintesi delle migliori evidenze disponibili.

Sono state riscontrate evidenze solide per l’acido glicolico, moderate per acido amino-fruttato, IPL e laser a diodi, ed inizialmente sono state riscontrate evidenze conflittuali per il laser a luce pulsata. Gli effetti collaterali più spesso riportati con le terapie non farmacologiche comprendono eritema, dolore tollerabile, porpora, edema e pochi casi di iperpigmentazione, ma nella maggior parte delle occasioni si trattava di fenomeni lievi e transitori. Sono state dunque riscontrate evidenze circostanziali per le terapie non farmacologiche nel trattamento dell’acne, ma la carenza di un’elevata qualità metodologica fra gli studi esaminati ha impedito di giungere a conclusioni chiare riguardo un possibile approccio graduale. Ciò nonostante, la presente revisione ha comunque creato ordine e struttura negli esiti sinora raggiunti, effettuando un primo passo verso le ricerche future.

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